Perché il ghiacciato non ti rinfresca (davvero)!
Cosa fai quando hai caldo?
La risposta più comune è: aria condizionata, bevanda ghiacciata, doccia fredda. Sono tre gesti istintivi, quasi automatici.
E paradossalmente sono anche i tre più efficaci nel farti soffrire il caldo più di prima.
Il motivo ha a che fare con un concetto che si chiama termoflessibilità.
Un corpo termoflessibile è un corpo che si adatta al caldo, al freddo, all’umido, al secco.
Si regola dall’interno invece di lasciarsi travolgere dall’esterno.
È quello che avevano i nostri nonni prima dei condizionatori, e quello che hanno ancora oggi le persone che vivono in climi estremi senza tecnologia.
La domanda è: come mai noi, con tutti i comfort del mondo, quel corpo lo stiamo perdendo?
Il paradosso del ghiacciato
Quando bevi un bicchiere d’acqua ghiacciata in una giornata di caldo estremo, senti sollievo.
Per cinque minuti.
Poi, spesso, senti più caldo di prima.
È un meccanismo antico: il corpo percepisce il freddo interno come un’aggressione, e reagisce alzando la propria temperatura interna per compensare.
La vasocostrizione periferica rende la pelle meno capace di disperdere calore.
La digestione si complica: il corpo devia energia per riscaldare quello che gli hai buttato dentro.
Risultato: sudi di più, respiri più affannosamente, e ti senti pesante.
Nei paesi con i climi più caldi del mondo lo sanno da sempre.
In Marocco a 45 gradi si beve tè caldo alla menta.
In India il masala chai bollente si sorseggia a mezzogiorno d’agosto.
In Cina l’acqua calda accompagna la giornata anche d’estate.
Chi vive nel caldo lo sa da secoli: il modo per farlo passare non passa dal freddo.
Passa dal calore controllato che aiuta il corpo a fare da sé.
Il Fuoco interno, e perché va custodito

C’è una cosa che nell’immediato non vedi, ma che la Medicina Tradizionale Cinese(MTC) descrive da duemila anni.
Ogni volta che raffreddi eccessivamente il tuo interno d’estate con bevande ghiacciate a ripetizione, aria condizionata a 18 gradi, gelato tre volte al giorno, indebolisci il Fuoco interno.
Quello che la MTC chiama Yang di Milza e Rene: il calore vitale che ti tiene in salute.
Quel calore serve tutto l’anno, ma serve soprattutto in inverno.
È quello che alimenta il sistema immunitario, che ti difende dalle infezioni, che ti fa svegliare con energia in una giornata fredda.
Qui la MTC incontra la scienza moderna.
La PNEI, la disciplina che studia come il sistema nervoso, ormonale e immunitario si parlano tra loro, ha documentato che gli stress termici ripetuti alterano l’equilibrio del cortisolo e indeboliscono l’immunità mucosale.
Detto in parole semplici: le bronchiti di novembre, il raffreddore che non finisce mai a gennaio, l’influenza che ti stende a febbraio, molto spesso cominciano ad agosto, complice anche condizionatore troppo alto.
Coach Fabio di Sauton, da Verona, mi ha raccontato di Rita, 51 anni, sua cliente da un anno.
Rita ogni estate viveva un incubo: caldo insopportabile, notti insonni, gambe gonfie a fine giornata.
La sua strategia era stata sempre la stessa: aria condizionata a 20 gradi tutta la notte, litri di acqua ghiacciata, docce fredde tre volte al giorno.
Il problema è che ogni inverno Rita si ammalava. Bronchiti a ripetizione, sinusite cronica, una tosse che si trascinava da ottobre a marzo.
Fabio le ha proposto un esperimento: per un’estate intera, alzare il condizionatore a 25 gradi, bere solo acqua a temperatura ambiente o tisane tiepide, cambiare le docce fredde con docce tiepide.
Rita era scettica, pensava sarebbe stato un tormento.
Alla fine dell’estate gli ha scritto: “Fabio, ti devo confessare due cose.
La prima, che ho sofferto meno il caldo di sempre. La seconda, che l’inverno scorso non mi sono ammalata neanche una volta.
Non era mai successo.”
Cosa puoi fare da subito
Il primo passaggio è più semplice di quello che sembra: smettere di trattare il caldo come un nemico.
Il caldo è un dato dell’estate, un interlocutore da ascoltare.
Se lo tratti così, invece che come un’aggressione da respingere ogni mattina, il corpo comincia a fare quello che sa fare da sé: adattarsi.
Nella pratica: bere caldo (o tiepido) invece che ghiacciato.
Tenere il condizionatore intorno ai 25 gradi.
Preferire cotture al vapore, grassi a crudo, pasti leggeri con proteine e verdure.
Ridurre grigliate lunghe, spezie molto piccanti che aggiungono fuoco al fuoco.
Per la scelta dei cibi, evita quegli alimenti che esasperano il calore interno come caffè, cacao, alcol, pomodori, sale ed evita i carboidrati a fine pasto.
Opta per proteine nobili cotte in modo leggero(evita il forno), verdure cotte a vapore e grassi a freddo.
Il caldo, ancor prima che dall’esterno, si gestisce dall’interno!
P.S. C’è una piccola prova che puoi fare quest’estate: per tre giorni, sostituisci il ghiacciato con qualcosa di tiepido. Guarda cosa succede al tuo corpo.
È l’esperimento più semplice che conosco, e uno dei più rivelatori.





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