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Allenamento outdoor vs Allenamento indoor

Valutazioni, confronti  e curiosità tra allenamento Outdoor e Indoor

Il periodo invernale nel ciclismo  è di fondamentale importanza per il ciclista agonista, affinché possa raggiungere un livello di fitness ottimale nel periodo che precede la preparazione alle gare (marzo-aprile) in cui dovrà costruire quelle abilità utili al ritmo che incontrerà nelle competizioni primaverili e successivamente a quelle estive.

Ritengo utile e necessaria un’analisi oggettiva dei  dati rilevati negli allenamenti  al fine di valutare l’efficacia dell’attività allenante in questo periodo.

Vorrei  evidenziare in questo articolo  i numeri rilevati su un atleta  agonista nei suoi allenamenti eseguiti in modalità indoor e outdoor.

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CHETOSI E SPORT: VEDIAMO I DETTAGLI

La chetosi, spontanea risposta metabolica a una “crisi” energetica, è un meccanismo di sopravvivenza consolidato nell’evoluzione.

E’ determinato da un cambio di carburante preferenziale per far fronte a una ridotta disponibilità di carboidrati, oppure a un apporto calorico limitato rispetto ai fabbisogni.

La centralità della chetosi durante l’attività fisica consiste nel soddisfare la domanda energetica del sistema nervoso, tutelando al contempo le riserve epatiche di glicogeno.

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HRV – IL TUO PUNTO DI PARTENZA

Avete mai sentito parlare della variabilita’ del ritmo cardiaco o HRV?

Per aiutare a gestire al meglio lo stress dovuto all’allenamento così come al lavoro e appunto a tutte le altre forme di stress che possono avere un’influenza sulla nostra prestazione fisica,

l’HRV o variabilita’ cardiaca è un dato importante perché è l’unico modo non invasivo per misurare come il nostro corpo sta rispondendo e si sta adattando all’allenamento così come ad altre forme di stress.

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COSA FARE PER PREVENIRE E COMBATTERE IL CORONAVIRUS?

Questo post parla di come hackerare il coronavirus.

No, non so come curarlo, ma conosciamo alcuni suoi comportamenti e possiamo usare tali informazioni a nostro favore.

Una delle cose che fa è danneggiare i cuori delle persone, non solo i polmoni.

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Cos’è la dieta chetogenica e perché aiuta a curare il Covid: lo studio di Bassetti e Sukkar

Quando si parla di Covid, i casi spesso sono due.

Quelli che parlano perché hanno sentito l’amico o il cugino e quelli che si basano sulle riviste scientifiche.

O, sottocategoria ancor più importante di questa seconda squadra, quelli che scrivono sulle riviste scientifiche.

L’ultima pubblicazione, freschissima, arriva da una rivista a stelle e strisce, “Nutrition”, una sorta di bibbia delle scienze della nutrizione e delle diete, che ieri ha pubblicato uno studio firmato dal dottor Samir Giuseppe Sukkar e dal professor Matteo Bassetti, che sono il primo direttore della Dietetica e Nutrizione Clinica e il secondo direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, e dai loro gruppi di lavoro.

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SAD (disturbo affettivo stagionale) lo si puo’ curare con la terapia a luci rosse

Diventa buio pesto alle 17:30 a gennaio e febbraio, e milioni di persone stanno soffrendo la tristezza invernale, nota anche come disturbo affettivo stagionale (SAD).

I giorni più brevi con meno luce naturale rendono più difficile rimanere in buona salute, fisicamente e mentalmente.

Alcune lunghezze d’onda della luce hanno un effetto sul sistema immunitario, supportano una sana risposta infiammatoria e inviano segnali al tuo ritmo circadiano o all’orologio interno del tuo corpo, e senza quelle lunghezze d’onda puoi iniziare a sentirti a disagio.

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LA COERENZA CARDIACA

Occorre un po’ di tempo per spiegare quella che viene considerata la nuova frontiera del benessere.

Semplifichiamo il discorso e partiamo con una similitudine particolarmente calzante fra l’apparato elettrico del motore, per intenderci quel groviglio di cavi che permette l’accensione coordinata delle candele, ed il nostro sistema nervoso autonomo (SNA), costituito da un insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario.

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AGE’s (Advanced glycation end-product)…ANTI-ETA’?

Gli AGEs (dall’inglese “Advance Glycation end Endproduct”) conosciuti anche come glicotossine, sono il risultato di una catena di reazioni chimiche mediante le quali gli zuccheri (glucosio,fruttosio,ecc…) si legano ad una proteina.

Si formano fisiologicamente nel nostro organismo come una normale conseguenza del metabolismo, ma la loro formazione è accelerata in condizioni di iperglicemia (aumento degli zuccheri nel sangue).

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COME DIFENDERSI DALLE MUTAZIONI DI COVID19

Tutti sanno che il mondo è stato bloccato negli ultimi mesi, prima con l’obiettivo di 2 mesi di “appiattire la curva”, ma ora si è trasformato in “blocco fino a quando non ci sarà un vaccino”.

Che emerga o meno un vaccino funzionale e sicuro, molto probabilmente avrai a che fare con questo virus e le migliaia di altri con cui hai a che fare ogni inverno, a lungo termine.

Se non mi credi, ecco alcune altre persone degne di nota che sono d’accordo:

  • David Heymann, che ha guidato l’unità di malattia dell’infezione dell’OMS durante l’epidemia di SARS del 2002, dice: “Dobbiamo imparare a convivere con la pandemia … questo diventerà endemico”. Dice anche: “Non dovremmo solo cercare di sopprimere questo virus o di sopprimerlo a un livello non realistico. Dobbiamo essere in grado di sopprimerlo a un livello in cui causi il minimo danno mentre allo stesso tempo entra in un paese e diventa endemico “.
  • Anche il dottor Fauci dice che i vaccini non sradicano COVID .
  • Il principale consulente scientifico del Regno Unito, Patrik Vallance, afferma che Londra non sarà in grado di impedire che diventi endemica anche con un vaccino .

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COVID19 ED INFLUENZA: Il ruolo del glucosio nella risposta infiammatoria

Un nuovo studio ha ricostruito a livello molecolare il ruolo del metabolismo del glucosio nella tempesta di citochine che innesca la risposta infiammatoria eccessiva osservata nei casi più gravi di pazienti colpiti dall’influenza e dal nuovo coronavirus.

La scoperta aiuterà a sviluppare un trattamento che moduli la reazione dell’organismo.

Molte delle persone che muoiono nella pandemia del nuovo coronavirus sembrano danneggiate più dal loro sistema immunitario che dal virus.

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